Cari amici, ritengo che il dovere di un allevatore quando affida gli animali da lui cresciuti ad altri sia quello di trasmettere le proprie esperienze ai nuovi proprietari per permettere loro di accudire i suoi nuovi amici al meglio e senza grandi traumi. Questo che cercherò di fare con questo testo.

Innanzi tutto dovete sapere che le vostre tartarughe sono soggetti nati e cresciuti in cattività, abituati cioè fin da quando erano uovo ad essere seguiti come qualunque altro animale domestico (cane, gatto, coniglietto ecc.), con cure mediche, cibo e acqua in abbondanza, ricoveri idonei alla loro natura, coccole e quant'altro. Perciò dovete stare molto attenti a non farle scappare, perché non sarebbero assolutamente in grado di sopravvivere allo stato libero.

I consigli che mi accingo a darvi vengono dalla mia personale esperienza dopo tanti anni di allevamento e potranno sembrarvi complicati all'inizio. In realtà sono semplicissimi e vi daranno grandi soddisfazioni, perché vi permetteranno di instaurare con le vostre tartarughe un rapporto di vera amicizia e di affetto, in quanto questi animaletti sono abbastanza intelligenti e capaci di interagire con gli esseri umani.

Cominciamo!

HABITAT - Ovvero dove e come  farle vivere
Le tartarughe stanno bene in giardino, dove possono mangiare erba e piccoli insetti, fare esercizio fisico e scegliere liberamente se riscaldarsi al sole o rinfrescarsi all'ombra di qualche pianta. Ricordatevi sempre che sono rettili, cioè animali a sangue freddo, privi di un sistema di riscaldamento/raffreddamento corporeo come il nostro e che devono usare il sole per riscaldarsi, l'ombra o l'acqua per rinfrescarsi.

L'esposizione troppo prolungata al calore può essere mortale, così come mortale può essere il freddo eccessivo. Durante i mesi estivi si espongono al sole nelle ore meno calde e si nascondono all'ombra e al fresco nelle ore più calde, mentre in inverno vanno in letargo nei mesi più freddi, interrandosi per alcuni mesi ( scompariranno completamente e riappariranno solo quando la temperatura diventerà mite, non vi impaurite).

Fate in modo che nel vostro giardino ci siano zone con terreno morbido ed esposto al sole, magari in prossimità di muri e muretti, così da rendere più sicuro il loro letargo. Potete usare anche paglia o foglie secche. Con ogni probabilità ai primi freddi le tartarughe sceglieranno di ripararsi lì sotto e poi man mano che la temperatura scenderà, si interreranno sempre più profondamente nel terreno.

Io, inoltre, uso vecchi vasi di cotto tagliati a metà, coppi e tegole che dispongo in punti strategici per creare piccoli rifugi e tane per le mie amiche. Il cotto infatti è molto termico soprattutto in estate.

E' molto importante che il giardino sia ben recintato con rete metallica interrata profondamente o muri perché le tartarughe sono straordinariamente abili  a fuggire, sono capaci di scavare sotto la recinzione anche per 30, 50 Cm. o, se sono soggetti giovani, ad arrampicarsi sulla rete come gattini anche per un metro e mezzo o due.

Inoltre il detto “lento come una tartaruga” è una leggenda: lasciate aperto il cancello, girate gli occhi, e in men che non si dica la tartaruga non c'è più.

Una tartaruga è molto più veloce di quanto si creda e inoltre ha una grande capacità mimetica. Una volta persa sarà molto difficile ritrovarla.

Pericoli
Un grave pericolo sono i predatori, ovvero cani, gatti , ratti (soprattutto), cornacchie, piccioni, volpi, faine ecc, insomma tutti quegli animali che per fame o per gioco, a seconda delle dimensioni della tartaruga, possono rosicchiarne o schiacciarne il carapace. Più la tartaruga è adulta, minori sono i predatori che possono insidiarla.

I piccioni e le cornacchie possono cibarsi delle uova e dei neonati, i ratti possono svuotare (letteralmente) anche cuccioli grandi 20x10 cm come se fossero una coppetta di macedonia, gatti e cani possono “rapire” un soggetto adulto e poi seppellirlo come se fosse un sasso o giocarci a palla.

Altro pericolo è l'uomo con i suoi marchingegni. In un giardino si taglia l'erba con il tagliaerba, si potano le piante e poi si bruciano le potature, si rastrellano le foglie secche e poi si gettano nella spazzatura ... e mentre si taglia l'erba si può ferire mortalmente la propria tartaruga, o nel bruciare ed eliminare potature e foglie secche si brucia o si getta la nostra amica che si è rifugiata nei mucchi fatti precedentemente.

Quindi, riassumendo, se avete un giardino piccolo, ben recintato e protetto, attrezzatelo e lasciate libere le vostre tartarughe stando attenti a raccoglierle e metterle al sicuro prima di intraprendere lavori di giardinaggio pericolosi. Se invece il giardino è grande o non avete recinzioni in grado di impedire alle tartarughe di scappare, create voi un piccolo recinto con pali di ferro e rete metallica fitta e robusta, alta minimo un metro e mezzo, interrata almeno 30 cm (quando interrate la rete, piegatela verso l'interno del recinto e copritela con un pò di cemento); delimitate uno spazio ben esposto al sole e ombreggiato da piante, se il terreno è duro mettete terra di riporto che si mantenga morbida e permetta l'interramento per il letargo, seminate trifoglio bianco e insalatina mista, corredate con mezzi vasi e ricoveri di cotto, aggiungete sottovasi di plastica come abbeveratoi e vaschette per il bagno. Il tutto dimensionato alla grandezza delle tartarughe che ci vivranno e il gioco è fatto.

Più lungo a dirsi che a farsi, credetemi!

Dimensioni
Le dimensioni del recinto devono essere adeguate al numero di ospiti e alla loro grandezza. Calcolate almeno 3 metri quadri per ogni soggetto adulto, i cuccioli possono stare in ambienti più piccoli, ma è comunque sempre molto importante che possano fare un buon esercizio fisico o vi ritroverete con animali depressi e affetti da malattie di ogni tipo, dalla calcolosi vescicale, alle parassitosi della pelle e del carapace alle infestazioni intestinali.

Se le tartarughe sono inferiori ai 20 x 10 cm di carapace e al di sotto dei quattro anni, coprite il recinto con la stessa rete di ferro a maglia fitta in modo che i predatori non entrino dall'alto.

Non pensiate che tutto questo sia eccesso di prudenza! Purtroppo ho perso parecchi cuccioli, trasformati in posacenere dai ratti o ingoiati come confettini dalle cornacchie. Ho risolto solo con un gabbione tipo voliera, dove perfino il pavimento è di rete coperta da uno strato di terra di riporto.

NUTRIMENTO - Ovvero come e cosa mangiano le tartarughe
Le tartarughe del nostro paese sono prevalentemente erbivore, il menù ideale è composto da un mix di erbe di campo (malva, trifoglio, radicchio selvatico, praticamente tutto eccetto la gramigna), insalata di tutti i tipi e un pò di frutta di stagione.
Scoprirete da voi, osservandole, quali sono i loro piatti preferiti, ma è molto importante che i vegetali siano in proporzione di 80% rispetto alla frutta, e che l'erba selvatica sia sempre disponibile, perché è molto più ricca di vitamine e sali minerali dell'insalata. Le tartarughe hanno bisogno di molto calcio per costruire il carapace e di sole e vitamine per fissarlo. Inoltre l'erba di campo, a seconda delle varie specie, ha proprietà medicinali: alcuni tipi di erbe sono diuretiche, altre disinfettanti, altre addirittura antibiotiche e sono perciò davvero fondamentali per la salute e il benessere di questi animali.

Se il luogo dove tenete le tartarughe non è ricco d'erba, approfittatene per fare delle belle passeggiate all'aria aperta almeno una volta alla settimana e raccogliete erba selvatica nei giardini e nei campi. Ne godrà la salute delle tartarughe e anche la vostra.

Potete aggiungere alla dieta tutte le verdure che volete. Ottime le carote, il cavolo di qualunque tipo e anche un pò di pomodoro (non eccedete col pomodoro perché può provocare i calcoli alla vescica).

Io, per esempio, quando pulisco le verdure metto da parte bucce e scarti , perfino le foglie dei ravanelli ,e le mie amiche trasformano il tutto in concime. Provate! E' un ottimo sistema di riciclaggio. Ovviamente, i recinti ogni tanto vanno ripuliti dagli avanzi. Fate in modo che i vostri animali siano sempre ben nutriti. Le tartarughe sono in grado di sopravvivere con poco, ma affrontare il letargo con un bello strato di ciccia è più facile.

Inoltre, proprio come voi, sono golose!

Molti pensano che le tartarughe non abbiano bisogno di bere. Sbagliato, anzi sbagliatissimo.

Bevono poco o niente quando l'erba è ricca di rugiada perché assumono da lì i liquidi di cui hanno bisogno, ma il fabbisogno di acqua aumenta con l'aumento della temperatura; non solo, spesso quando fa caldo - molto caldo - usano l'acqua per raffreddarsi. Perciò lasciate a loro disposizione delle ciotole piene d'acqua, larghe abbastanza perché ci possano entrare dentro, ma poco profonde. Quando fanno il bagno, l'acqua deve arrivare non oltre la metà del carapace.

Io uso dei banalissimi sottovasi di plastica verde da giardino, reperibili in qualsiasi mesticheria.

Cambiate spesso l'acqua e ripulite i sottovasi da mucillaggini e fango. Questo non solo per la loro salute, ma anche per la vostra. Le tartarughe tenute in cattive condizioni igieniche possono essere portatrici di salmonellosi.

Ricordate che queste sono regole d'oro per tutti gli animali domestici. Pulizia, buon nutrimento e vita sana permetteranno a voi e ai vostri bambini di godere della compagnia degli animali senza rischi.

IL TERRARIO - Consigli utili
Se ritenete di avere dei piccoli da terrario, posso cercare di darvi qualche consiglio utile per il loro allevamento.
Non è una passeggiata, ma poiché in quindici anni di allevamento i tartarughini che mi sono morti in terrario si possono contare sulle dita di una mano, vi descriverò semplicemente quello che faccio io.

Innanzi tutto, il Terrario: chi ha capacità manuali, può realizzare a casa propria degli ambienti di plexiglass o vetro che misurano da 50 a 120 Cm. di lunghezza per 50/80 Cm. di larghezza, uno dei lati lunghi è alto 50 Cm , l'altro 25/30 Cm., i due lati corti sono degradanti a riunire i lunghi.

Coprono il terrario due sportelli con cerniere apribili del tutto o in parte per variare la temperatura interna e l'umidità secondo la necessità.
Lo sportello che parte dal lato lungo più alto è regolabile a varie altezze, perché su questo metto la lampada calcificante.

Sulla parete lunga più alta posiziono due lampade calore Natura, una al centro e una da un lato, in modo da creare una zona “calda” a 30 gradi circa, mentre sul lato opposto una lampada a luce fredda, per fare una zona  più fredda che non superi i 25 gradi.

In breve, il terrario deve avere due temperature, una più calda e una più fresca per far sì che le tartarughe possano scegliere se scaldarsi o rinfrescarsi; la lampada calcificante (che deve trovarsi ad un'altezza di circa 50/70 Cm. dalle tartarughe) va nella zona calda ma sul soffitto del terrario, in modo da irradiare più soggetti possibili contemporaneamente.

Poi simulo gli eventi naturali. Alle 7/8 di mattina accendo la luce fredda, dopo poco una calda e la calcificante, verso le nove la seconda luce calda. Nel frattempo ho ripulito il terrario dagli avanzi di cibo del giorno prima, lavato gli abbeveratoi e cambiato l'acqua, preparato l'insalata , l'erba ecc.

Dopo l'accensione della seconda lampada distribuisco il cibo nel terrario e posiziono gli abbeveratoi. Cerco di variare il cibo il più possibile alternando insalata e erba, insalata e frutta, erba e verdure ecc.

Una volta ogni dieci, quindici giorni aggiungo al cibo una vaschetta di integratore alimentare che si chiama Raffy P della Sera Vital.
Una volta la settimana irradio il terrario con una lampada solare grande - da terra o soffitto - del tipo da allevamento da stalle della Osram, da un'altezza di 70 Cm. per una mezz'ora circa. Bisogna fare molta attenzione perché questa lampada scalda molto e se qualche piccolo si rovescia e non viene soccorso in tempo, muore. Lo scopo di questa lampada è quello di aiutare quella calcificante che tengo accesa tutto il giorno tutti i giorni.

Se la calcificazione dei piccoli non è buona e il guscio si ammorbidisce, i piccoli muoiono ( è possibile salvarli solo accorgendosene in tempo con cure adeguate e molta pazienza).

Continuo a simulare la fase giorno/notte spegnendo le varie lampade una dopo l'altra nel pomeriggio/sera e riducendo la temperatura gradualmente. La notte è notte.

Questa procedura aiuta lo sviluppo psico-fisico dei piccoli e la metabolizzazione del cibo, nonché il loro inserimento nella nursery al momento opportuno. Anche la trasparenza del terrario abitua i tartarughini  alla visione di spazi ampi in modo che quando verranno messi in terra non avranno shock e si adatteranno velocemente.

Ovviamente, i terrari devono stare in stanze luminose e temperate. Per quanto mi riguarda sono un valido complemento d'arredo del mio salotto, della mia sala da pranzo a cui anche i miei ospiti ormai si sono abituati.

Come lettiera , dopo molte prove, ora uso tutolo di mais, che può essere ingerito senza pericolo anche dai più piccini. Va cambiato spesso, perché essendo vegetale tende a fare muffa e funghi che possono aggredire il carapace delle tartarughe.

Maneggio spesso i piccoli, li coccolo e li gratto, cosa che gradiscono molto. In questo modo si abituano alla presenza umana, diventano domestici e socievoli. Non si ritirano nel guscio quando li prendo in mano e, fra una grattatina e l'altra, controllo occhi e naso (se prendono il raffreddore, il naso comincia a gocciolare e io posso intervenire prima che diventi polmonite, malattia mortale; mi accorgo anche se c'è qualcosa che non va agli occhi, perché è dagli occhi che si vedono eventuali carenze o eccessi vitaminici e alimentari) e tutto il carapace, unendo l'utile al dilettevole.

Attenzione agli abbeveratoi: se i piccoli si rovesciano nell'acqua, affogano e muoiono! Se l'acqua è troppo alta, affogano e muoiono!

Se non hanno acqua in abbondanza , a causa delle lampade solari, si disidratano velocemente e muoiono! Oppure si riempiono di calcoli alla vescica e muoiono!

Io uso i piattini delle tazze da caffè che rabbocco continuamente, oppure, ma solo quando i cuccioli sono cresciuti un pò, i soliti sottovasi di plastica nella versione mignon.

Cure
Anche le tartarughe hanno bisogno del veterinario!

Tutti gli animali domestici, prima o poi, hanno bisogno del veterinario. Ma le tartarughe hanno bisogno di un veterinario che conosca bene i rettili e non sono molti quelli specializzati in questo campo. Se le vostre tartarughe si ammalano, contattatemi . Può darsi che io stessa possa  risolvere il problema, in caso contrario, vi darò il nome del mio  veterinario che, ovviamente, è esperto di rettili.

Per qualunque problema o dubbio o curiosità, contattatemi, sono sempre disponibile.

Documentazione
In commercio esiste un discreto libro che dà buoni consigli sull'allevamento in terrario e non, sulla loro salute e altro ed è “IL GRANDE LIBRO DELLE TARTARUGHE acquatiche e terrestri - De Vecchi editore, di Marta Avanzi e Massimo Millefanti”.

Non mi rimane che augurarvi buona fortuna e buon divertimento!

Sandra Emme -www.allevamento-tartarughe.it